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Sulla valutazione

Mag
2015
22

scritto da on conoscenza, to reflect

In questo periodo dell’anno mi sembra d’obbligo una riflessione sulla valutazione. Da qualche anno si parla di valutazione delle competenze: 

Quello che da sempre mi preoccupa, nonostante ormai siano passati molti anni dalla mia prima esperienza, è dover decidere i voti da inserire in pagella, e racchiudere in un unico valore numerico tutto un insieme di esperienze e di processi diversi.

Credo infatti che la responsabilità maggiore per un insegnante, al di là ed oltre alle implicazioni che questa comporta a livello di mesosistema (Istituto) e di macrosistema (Sistema formativo Nazionale), sia quella di esprimere un voto, dare un giudizio sugli apprendimenti dei suoi alunni.

Spesso infatti viene dato al voto un valore enorme, quasi che si misuri con quel numero il valore di una persona.

Quando il voto è così importante, non si studia più per curiosità, per la voglia di imparare, ma l’impegno è finalizzato al voto, per i più bravi. Chi invece ha meno doti personali, facilmente si demoralizza e perde l’entusiasmo che sempre illumina lo sguardo dei bambini quando iniziano il loro percorso scolastico.

Per questo motivo, molto spesso, quando consegno le verifiche ci sono le sole correzioni, in modo da provare a concentrare l’attenzione sugli errori in chiave di miglioramento e di riflessione metacognitiva.

Se il nostro compito è di formare persone che sappiano “processare, selezionare, organizzare, trasformare le informazioni significative… ed essere capaci di scegliere, in differenti situazioni e contesti, i valori che guidano i propri progetti personali”, penso dovremmo essere in grado di costruire insieme ai nostri alunni percorsi che li portino sempre più ad essere protagonisti attivi, anche nel processo di valutazione, e ad utilizzare strumenti adeguati a monitorare non solo i prodotti, ma anche i processi.